‘REALITYOPERA’ AL TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO
“RAGAZZI”: testo di Laura Brizi, musica di Andrea Cera
“UN GRIDO DI VOCE”: testo di Simone Fagioli, musica di Roberta Vacca
“LO SGAMBETTO”: testo di Luigi Santamaria, musica di Enrico Marocchini.
In tutte e tre i ‘melologhi’ (ma il contenitore parlava di Opera) ci sono quattro componenti: voce recitante, video, alcuni strumentisti e 2 cantanti ‘in buca’, altri strumentisti sul palcoscenico; in tutti e tre ci pare non sia stata realizzata una reale fusione fra le quattro componenti. Queste generalmente risultano soltanto accostate: ciascuna fa il proprio discorso senza che vengano percepite convergenze espressive reali, dimostrando, fra l’altro, una sensibile indifferenza ai significati poetici, drammatici e drammaturgici dei testi, tanto che, almeno in alcuni casi, se sopra quel tessuto musicale fosse stato posto un testo diverso, il tutto avrebbe comunque ‘funzionato’ più o meno allo stesso modo. Si potrebbe pensare che i tre compositori abbiano progettato un rapporto asincronistico fra le varie componenti, e forse questa è la giusta lettura; ma se da un lato questo tipo di rapporto presuppone che due o più componenti svolgano in modo autonomo e differenziato i propri percorsi, dall’altro i percorsi stessi devono risultare effettivamente complementari in modo che sia prevista e realizzata la sintesi.
In quanto alle singole componenti: i video sono sostanzialmente insignificanti e le parti cantate risultano generalmente gratuite e indifferenti ai contenuti dei testi; stilisticamente, poi, niente di particolarmente diverso da un formulario più o meno corrente.
Poteva essere interessante e molto stimolante il rapporto fra strumenti ‘in buca’ (scrittura “classica”) e strumenti sul palcoscenico (scrittura “leggera”); ma le possibilità di dialogo e di reciproca compenetrazione sono state quasi sempre ridotte a brevi alternanze.
Precisi il direttore Marco Angius e tutti musicisti; molto intense le declamazioni delle voci recitanti Carmen Giardina e Luigi Iacuzio.
L’iniziativa del Teatro Lirico Sperimentale è comunque molto lodevole e molto importante: ci si augura che possa continuare e, anzi, ampliarsi significativamente.
J. F. Venadier